8 Febbraio 2020

Il termine Corona Virus si riferisce ad un’intera famiglia di virus (ad oggi sono conosciuti 7 ceppi diversi) respiratori, così chiamati per la loro caratteristica forma “a corona” visibile al microscopio. 

Si tratta di virus in grado di infettare l’essere umano. Di questi 7 ceppi, i primi quattro sono Coronavirus chiamati “comuni” poiché responsabili di una grossa fetta dei raffreddori di lieve e moderata intensità, a cui sia adulti che bambini vanno incontro e che furono scoperti nella prima metà degli anni ’70.

I Coronavirus di recente scoperta sono quelli che finora sono responsabili di aver dato origine a sindromi più gravi rispetto alle altre. Il nuovo sta attualmente dando origine a quello che per ora è un focolaio infettivo, nella città di Wuhan in Cina.

I sintomi che si sviluppano in seguito all’infezione dei Coronavirus sono:

  • naso che cola
  • mal di testa
  • difficoltà respiratorie
  • tosse
  • gola infiammata
  • febbre
  • una sensazione generale di malessere.

Solo nei casi più gravi, si assiste a sintomi peggiori, per interessamento delle vie respiratorie inferiori, tipici di polmonite o della sindrome respiratoria acuta grave e solo in rari casi si ha un coinvolgimento di altri organi fino a provocare insufficienza renale o addirittura morte. 

Tuttavia è bene tenere a mente che nella maggior parte delle infezioni da Coronavirus non si ha a che fare con nulla di più che un semplice raffreddore della durata di un breve periodo. Tutte le peggiori complicanze infatti, si verificano soprattutto in individui che hanno a che fare con patologie croniche preesistenti (che interessano il sistema cardiovascolare o il sistema respiratorio), oppure  in soggetti con un sistema immunitario compromesso o non ancora del tutto sviluppato (come immunodepressi, o persone deboli come anziani e bambini). 

Le vie di trasmissione dei Coronavirus sono limitate, poiché si tratta di virus labili non in grado di sopravvivere a lungo nell’ambiente esterno. Per questo motivo nessun oggetto può essere contaminato ed è quindi inutile prenderne le distanze a scopo preventivo. Il virus non si trasmette nemmeno per via alimentare (inoltre le norme Europee vietano l’importazione di animali vivi o carni fresche provenienti dalle zone in cui è partito il focolaio d’infezione).

Pertanto le vie di contagio da considerare valide sono esclusivamente

  • contatto con liquidi corporei di un soggetto infetto, come la saliva derivante da tosse o starnuti
  • Contatto con mani, bocca, naso ed occhi contaminati
  • Contatti diretti con i soggetti infetti 
  • Contaminazione fecale (anche se si tratta di una rara via di contagio rispetto alle precedenti)

Come riportato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) rispetto a tutte le possibili vie di trasmissione, quella più pericolosa, sembra essere il contatto con i soggetti infetti sintomatici, quelli che mostrano anche già i sintomi. Al contrario, il contatto con soggetti infetti asintomatici (che non mostrano ancora i sintomi della malattia), solo di rado può portare ad un’infezione. Questo è molto importante perché rende pericoloso il contatto con un individuo solo nel momento in cui in lui la patologia è conclamata

Nonostante ad oggi il rischio di contagio da 2019-nCoV in Italia non sia elevato, è comunque buona norma adottare degli accorgimenti per ridurre la probabilità di essere infettati e che quindi il virus si diffonda, senza sfociare in nessun tipo di psicosi di massa.

Ecco un vademecum di semplici regole su come proteggere se stessi e gli altri:

  1. lavati spesso le mani, in modo da mantenerle deterse il più a lungo possibile e specialmente in seguito al contatto con altre persone oppure dopo aver tossito o starnutito. 
  2. Se hai una qualsiasi infezione respiratoria, copri naso e bocca quando tossisci e/o starnutisci (coprendoti con la parte interna del gomito o con l’uso di un fazzoletto).
  3. se hai utilizzato un fazzoletto buttalo negli appositi contenitori.

Indossare le mascherine di protezione rientra nelle linee guida da seguire per ridurre le possibilità di contagio solo se:

  • ci si trova  in presenta di persone con malattie respiratorie conclamate (anche se non si tratta di infezioni da 2019-nCoV)
  • si sta prestando assistenza a persone con malattie respiratorie conclamate (specialmente in ambienti ospedalieri o sanitari affollati)
  • si è personalmente infetti (anche in questo caso non c’è bisogno che l’infezione sia strettamente da 2019-nCoV) o si hanno i sintomi di malattie respiratorie.

È molto importante capire che non è necessario indossare mascherine in assenza di persone che abbiano sintomi respiratori o se si mantiene distanza da esse e che coloro i quali le dovrebbero usare sono persone che hanno già un’infezione delle alte vie respiratorie (anche se non si tratta di infezione da Coronavirus) per evitar di contagiare il prossimo. 

Per qualsiasi altra informazione e aggiornamento sull’epidemia vi raccomandiamo caldamente  di consultare soltanto fonti ufficiali quali il sito del Ministero della Salute e il portale dell’epidemiologia della salute di cui vi riportiamo i link:

http://www.salute.gov.it/portale/home.html

https://www.epicentro.iss.it

A cura della Dott.ssa Emanuela Onali

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