Martinez

Omeopatia in pillole: Alimentazione e Sindrome metabolica

piatto frutta semi

Quando si parla di SINDROME METABOLICA ci si riferisce ad una condizione patologica in crescente aumento sia in ITALIA che nei paesi occidentali. 

È caratterizzata da un quadro clinico che include tre su cinque dei seguenti fattori di rischio obesità addominale: ipertrigliceridemia, ipertensione arteriosa, iperglicemia, ipercolesterolemia e basso valore dell’HDL. 

Tali fattori, soprattutto se associati, causano un aumento del rischio di sviluppare nel tempo malattie cardiovascolari e diabete mellito di tipo II. 

La prevenzione e il trattamento si attuano col miglioramento dello stile di vita. Il medico e il farmacista sapranno promuovere dei corretti comportamenti come una dieta bilanciata e ipocalorica, una regolare attività fisica, ridurre il consumo di alcool e fumo, che porteranno ad un abbassamento del rischio cardiovascolare. 

L’utilizzo dei cosiddetti NUTRACEUTICI (sostanze che riescono a svolgere un’azione benefica sulla salute sia in prevenzione che ai fini terapeutici) e degli ALIMENTI FUNZIONALI (cibi veri e propri) è importantissimo per raggiungere risultati apprezzabili nella sindrome metabolica. 

I nutrraceutici sono presenti anche all’interno di integratori alimentari ed è fondamentale nella scelta affidarsi sempre ad aziende che garantiscano sulla qualità e purezza del contenuto. Lo stesso vale per ciò che riguarda gli alimenti funzionali: il cibo non è solo un semplice carburante, ma ha il ruolo fondamentale di dialogare col nostro organismo e di agire come un farmaco.

Tra i nutraceutici più noti e che sono stati oggetto di studio per il trattamento della sindrome metabolica ci sono le fibre solubili dello PSYLLIUM, una pianta officinale molto diffusa nel bacino del MEDITERRANEO, i cui semi sono ricchi di una mucillagine che si rigonfia a contatto con l’acqua. Questa proprietà rende molto efficace l’assorbimento intestinale del colesterolo e non solo: le fibre contenute nello PSYLLIUM hanno mostrato risultati positivi anche sulla riduzione della glicemia post-prandiale 

Il GLUCOMANNANO  ha caratteristiche e funzioni simili, infatti le sue fibre indigeribili e rigonfiabili a contatto con l’acqua, agiscono in maniera molto efficace nella riduzione del peso corporeo, vista la loro azione saziante e  dell’assobimento di zuccheri e grassi. Da studi recenti risulta che migliora in maniera significativa i parametri lipidici.

Anche il consumo di TÉ VERDE e CACAO può essere di beneficio nei pazienti con sindrome metabolica, infatti questi nutraceutici contengono sostanze antiossidanti (fenoli e catechine) con evidenti proprietà a livello cardiovascolare.

Recenti analisi fatte su 1536 partecipanti che hanno assunto il té verde per un certo periodo di tempo hanno mostrato un abbassamento della pressione arteriosa sistolica, del colesterolo e una riduzione della lipogenesi (processo che porta alla formazione di acidi grassi e successivamente di lipidi) in pazienti con sindrome metabolica.

Il cacao invece, grazie al suo contenuto in FLAVONOIDI ha mostrato una lieve azione sulla pressione arteriosa ma una più marcata sull’aumento del dispendio energetico(termogenesi) e sulla riduzione del tessuto adiposo (lipolisi), e quindi del peso corporeo.

Gli OMEGA 3 (ACIDI GRASSI POLINSATURI) hanno fornito dati interessanti sull’azione ipocolesterolemizzante in numerosi trials clinici, perciò l’assunzione della frutta secca, pesce, semi di lino, semi di canapa, olio di canapa, olio di lino, nell’alimentazione quotidiana fornisce grandi quantità di ACIDO ALFA LINOLEICO che ha effetti benefici sul controllo del colesterolo, sull’infiammazione, sull’ipertensione e aggregazione piastrinica, tutte peculiarità che tendono all’abbassmento del rischio di patologie cardiovascolari.

Ancora utilissime sono l’ALLINA contenuta nell’aglio è un'altra sostanza particolarmente utile per la sua azione antidiabetica, ipotensiva e ipocolesterolemica, e la SOYA che ha ricevuto un riconoscimento internazionale nel 2006 per la sua attività preventiva sulle patologie cardiovascolari.

In particolare è stata riconosciuta la sua efficacia nella prevenzione e nel controllo del metabolismo lipidico con riduzione della sintesi delle LDL (lipoproteine responsabili del colesterolo-cattivo) da parte del fegato. Presenta inoltre un’azione antiipertensiva e  sulla riduzione del peso corporeo.

Poi ci sono le SPEZIE. Mai come in questo periodo si è avuta una particolare attenzione sul loro utilizzo. Tra queste la CURCUMA è tra quelle più gradite e quindi utilizzate. Il suo componente principale è la CURCUMINA, un polifenolo che ha spiccate proprietà antinfiammatorie, agisce inoltre sull’insulino resistenza, sull’obesità, sull’innalzamento dei trigliceridi e del colesterolo. È un potente   antiossidante che tutti dovremmo utilizzare nella dieta quotidiana.

In generale, l’utilizzo dei nutraceutici in soggetti con valori border line in un contesto di patologie cardiovascolari può essere realmente utile per evitare la progressione della malattia e per limitare gli effetti collaterali dei farmaci.

Una vera cultura della salute non può e non deve escludere quegli approcci terapeutici e preventivi che sono le fondamenta essenziali per la vita: il cibo, l’aria che respiriamo e l’acqua.

Dobbiamo imparare a gestire al meglio questi preziosi elementi e non fare in modo che diventino per noi dei temibili nemici.

A cura della Dott.ssa Antonella Cadeddu.

 


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